IL PARTITO CHE VORREI

white and black UNK UNK street sign

Il partito che vorrei dovrebbe liberarci tutti
Liberarci dalla miseria dell’odio, dei pregiudizi e del conformismo, dai vincoli che ci impediscono di crescere e di esprimere le nostre potenzialità
Dovrebbe liberarci dal parassitismo statale e da quello delle grandi e piccole imprese private che su quel
parassitismo prosperano
Liberarci dai monopoli, dai numeri chiusi, dai conflitti di interesse, dalle caste, dagli ordini, dalle
corporazioni, dalle concessioni pubbliche eterne, ereditarie e senza gara, dalle imprese improduttive che
sopravvivono con sovvenzioni pubbliche
Dovrebbe consentirci di essere liberi di scegliere i nostri rappresentanti politici, liberi di valutarli attraverso
strumenti di trasparenza che ci consentano di conoscere le scelte fatte, le motivazioni di quelle scelte e i
risultati che ne sono derivati
Il partito che vorrei dovrebbe fondarsi sulla responsabilità individuale perché siamo tutti uguali, ma lo siamo davanti alla legge, per tutto il resto ognuno di noi è unico
Per questo vogliamo essere liberi di scegliere per noi stessi quello che riteniamo più giusto e sopportare
l’onere di quelle scelte
Liberi di nascere e di nascere sani
Liberi di essere curati ed assistiti
Liberi di morire e di morire con dignità
Liberi di essere ciò che siamo, di essere chiamati col nome nel quale ci riconosciamo, di condividere gli
stessi diritti di tutti, liberi di non essere limitati dai pregiudizi e dalle scelte etiche e religiose altrui
Liberi di sviluppare i nostri talenti, di nutrire la nostra sete di sapere, di raggiungere i traguardi che ci
meritiamo, di svolgere il lavoro per cui siamo portati, liberi dai privilegi altrui che ce lo impediscono
Ma dovrebbe anche liberarci dai vincoli che ci impediscono di esercitare la nostra libertà e ottenere i nostri diritti
Perché il partito che vorrei sa che non si è veramente liberi se non si è liberi anche dal bisogno e dalle
catene che ci trattengono e dovrebbe garantire eguali condizioni di partenza
Dovrebbe costruire una rete di protezione sociale che permetta una vita dignitosa a chi non ce la fa da solo, fornire l’istruzione migliore a chi non può ma la merita, sollevare dal suo fardello chi ha l’onere della cura e dell’assistenza di bambini, anziani o disabili
Dovrebbe collegare tutti con reti fisiche e digitali affinché sia colmato qualsiasi divario geografico, culturale e sociale, per il diritto umano alla conoscenza
Dovrebbe liberarci dall’ignoranza fornendo a tutti una preparazione di base di eccellenza e delle condizioni di vita decorose e sicure nei luoghi che abitiamo
Dovrebbe liberarci dalla criminalità, dalla burocrazia inutile, dalla giustizia inefficiente
Dovrebbe garantire l’accoglienza e l’integrazione di chi per accidente è nato in un’altra terra ma ha scelto di vivere nel nostro Paese e solo godendo dei pieni diritti del cittadino può contribuire alla prosperità di tutti, perché chi vive nella clandestinità non lo può fare
Dovrebbe assicurare la cittadinanza a tutti quelli che qui sono nati o cresciuti
Dovrebbe sempre garantire i diritti fondamentali di libertà personale, garanzie processuali, cura e salute,
sicurezza e assistenza, equo compenso del proprio lavoro e garanzie sindacali, perché senza diritti e senza dignità non si è liberi veramente
Il partito che vorrei dovrebbe garantire un sistema fiscale giusto ed equo, dovrebbe garantire piena
trasparenza nell’utilizzo delle entrate fiscali e dovrebbe assicurare pronta risposta ai cittadini che si
oppongono a sanzioni che ritengono ingiuste
Dovrebbe premiare il merito, favorire la concorrenza e l’efficienza anche nella pubblica amministrazione
Dovrebbe consegnare alle generazioni future un Paese con meno debiti e meno inquinamento di quelli che ha trovato

Dovrebbe mirare a reintrodurre nella società chi ha perso la speranza e chi sta pagando per i propri reati
per i propri reati
Il partito che vorrei non c’è e pertanto devo contribuire a costruirlo